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Anima del cibo di Cristina Ferrari

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Home / Spunti / Sorsi e bocconi / Siamo fatti per mangiare cibi animali o vegetali?
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15 Ago

Siamo fatti per mangiare cibi animali o vegetali?

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Spesso mi viene chiesto se è bene essere vegetariani o no. Sembra una domanda banale e chi la pone non si accorge che si tratta di una domanda di carattere profondamente filosofico, nutrico logico (al confine tra il campo della psicologia e della nutrizione) e non solo di carattere strettamente dietetico.

Ci sono numerosi dati scientifici, testi, video, blogger che sostengono la teoria che l’uomo è stato creato per mangiare cibi vegetali, ma ce ne sono altrettanti che dimostrano con la stessa efficacia che l’uomo è un onnivoro. Alcuni partono dall’analisi delle caratteristiche anatomiche/fisiologiche: denti, tipo di movimento delle mascelle, lunghezza dell’intestino, analisi degli enzimi digestivi. Non si può negare che strutturalmente siamo un incrocio tra l’erbivoro ed il carnivoro. Abbiamo, infatti, una dentatura mista: premolari, molari ed incisivi centrali adatti per i vegetali, canini e molari per strappare la carne; compiamo movimenti mascellari sia laterali, tipici degli erbivori, che verticali, tipici dei carnivori, abbiamo un intestino lungo come quello degli erbivori, caratterizzato però dall’assenza di alcuni enzimi necessari a digerire le verdure che invece loro possiedono.
Numerosi studi ci dimostrano che un’alimentazione ricca di cibi vegetali protegge da molte malattie tipiche del mondo occidentale a cominciare dagli studi di Denis Burkitt e Hugh Trowell, alla fine degli anni ’60, che basandosi su dati archeoepidemiologici e sulle osservazioni personali raccolte presso alcune culture primitive hanno stabilito una profonda relazione tra dieta priva di fibra e malattia cronica. Vi è però anche il lavoro del dentista Weston Price, che negli anni ’30 ha viaggiato nel mondo per osservare le popolazioni non toccate dalla civilizzazione e che si nutrivano di cibo locale. Popolazioni forti, sane che avevano in comune l’assunzione di cibi vegetali (frutta, verdura, cereali opportunamente fermentati e preparati, semi oleaginosi) ma anche e principalmente di alimenti proteici animali sotto forma di insetti, rettili, uccelli, pesci, carne, organi, uova e latticini crudi.

Quello che trovo curioso è che non ho ancora avuto modo di leggere uno studio comparativo tra dieta vegetariana e onnivora che confronti persone che seguono la dieta con consapevolezza. Mi piacerebbe vedere il confronto tra i vegetariani e coloro che seguono, per esempio, le raccomandazioni del dottor Weston Price. Persone che consumano solo prodotti animali biologici, ottenuti da animali sani, lasciati allo stato brado e nutriti al pascolo, di cui si consuma tutto l’animale e non si cerca solo la fettina magra diminuendo al massimo lo scarto dell’animale mangiato. Attenti all’uso di verdure anche fermentate per assumerne i batteri probiotici e gli enzimi vitali, consumatori di cereali integrali opportunamente preparati, e non consumatori di zucchero e prodotti raffinati, totalmente preclusi al loro tipo di dieta. Perché il vegetariano va confrontato con il cliente tipo di McDonald's? Non mi sembra onesto. Una dieta salutare è comunque quella che rispetta come il cibo è stato prodotto e da dove proviene.

Sicuramente essere vegetariani in quest’epoca moderna va nella direzione del rispetto dell’ambiente ed è una scelta ecosostenibile per l’enorme impatto della zootecnia moderna sia in termini energetici che di inquinamento.

In realtà lo scopo di questo articolo è quello di evidenziare che non occorre che cerchiamo delle giustificazioni per le nostre scelte alimentari poiché non è un’esigenza biologica essere vegetariano, vegano o carnivoro quanto piuttosto una scelta di sensibilità personale, che va compiuta con serena libertà. Il vegetarianesimo è un atteggiamento che l’essere scopre da sé armoniosamente, ad un certo stadio della propria evoluzione* e le nuove generazioni sono state istruite in questo senso andando di pari passo con l’evoluzione della coscienza. A volte mi diverte leggere l’elenco dei nomi di personaggi illustri che erano vegetariani allo scopo di sostenere questo tipo di scelta, poiché alcuni maestri spirituali non sono mai stati vegetariani, mentre ci sono stati grandi criminali che non hanno mai consumato carne e che non sono nemmeno citati. Bisogna liberarsi da ogni giudizio e dal guardare il carrello di quello che ci precede alla cassa classificandolo in base ai prodotti che ha acquistato. Stiamo continuamente evolvendo e sono sicura che ad un certo punto diverrà normale non solo essere vegetariani, ma addirittura nutrirsi di prana in maniera consapevole (cfr Jasmuheen & The Self Empowerment Academy). Il punto è che non possiamo giocare a fare gli illuminati se non lo siamo! Quello che voglio dire è che alcune persone facendo scelte prettamente mentali, dettate da condizionamenti di vario tipo, hanno perso la capacità di sentire la risposta del loro corpo ed insistono nel continuare con un tipo di dieta, sia essa vegetariana o carnivora, che non porta loro giovamento e che a volte addirittura arriva a nuocere alla loro salute. Oppure c’è chi si ostina a seguire certe regole nel piatto, regole che rispettano la Vita, e si comporta all’opposto sul luogo di lavoro o in famiglia. A tal proposito vi riporto una storia che ho sentito quand’ero in India:

Se non sei il Mahatma Gandhi non agire come se lo fossi. Gandhi è stato in grado di fronteggiare la polizia britannica, i proiettili e tutte le cose che gli sono successe perché lui era sincero con se stesso quando diceva che non aveva rabbia contro i britannici. Verso gli oppressori britannici lui non ha mai avuto alcuna rabbia perciò quando fu portato alla polizia non gli poteva capitare nulla. Lo stesso si può dire di Buddha. Egli dovette affrontare un famoso criminale chiamato Angulimala che era solito tagliare la testa delle persone, tagliare le dita, e indossarle come un ornamento. Un giorno successe che lui e Buddha stavano arrivando da direzioni opposte, le persone vicino al Buddha scapparono via ed alcuni svenirono, mentre lui continuò a camminare tranquillamente verso Angulimala che rimase così sorpreso che non riuscì a fare nulla al Buddha. Non solo, disse anche che sarebbe diventato un suo discepolo. Questo è potuto succedere perché Buddha non aveva paura, non aveva rabbia e ha potuto farlo, ma supponiamo che qualcuno avesse avuto paura o rabbia, Angulimala lo avrebbe ucciso. Supponiamo che tu non abbia paura e che incontri un truffatore o un criminale, il criminale non può farti del male. Ma se sei pieno di paura e semplicemente pratichi l’integrità esteriore e dici al criminale “sei il benvenuto”, è molto pericoloso. Così l’integrità esteriore può essere praticata solo da una persona che è ad un alto livello di coscienza, che non ha alcun interesse per il proprio ego, che ha abbracciato la rabbia e le passioni che ha dentro; una persona così può praticare l’integrità esteriore, non chi deve ancora risolvere i problemi che ha dentro.

Impegniamoci ad esercitare l’integrità del cuore affinché tutto, comprese le nostre scelte alimentari, avvenga spontaneamente nella direzione che porta benessere a noi stessi e a tutte le parti.

* tratto da “Il popolo degli Animali” di Anne e Daniel Meurois-Givaudan
Ultima modifica Martedì 07 Febbraio 2012 22:24
Cristina Ferrari

Cristina Ferrari

"When you make a difference with what you have, it expands" (Lynne Twist)

Sito web: www.animadelcibo.it

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