
L’EWG (Environmental Working Group, organizzazione non-profit di pubblica informazione sulla salute e l’ambiente) ha diffuso la guida, aggiornata al 2011, al contenuto di pesticidi nella lista della spesa. I dati sono stati raccolti tra il 2000 ed il 2009 dal dipartimento dell’agricoltura americano e dall’FDA (Food and Drug Administration, agenzia governativa statunitense). In quasi tutti i test si è presa in considerazione frutta e verdura lavata e pelata. Il metodo con cui è stata ottenuta la lista fa sì che si metta in evidenza il carico di pesticidi contenuto in frutta e verdura; la lista non è stata costruita per valutare i rischi dei pesticidi. Sebbene questi siano ancora controversi e dibattuti in diversi studi scientifici è ormai assodato che soprattutto nelle persone più sensibili, come i bambini, queste molecole tossiche, rintracciabili nel sangue e nelle urine, possono danneggiare il sistema nervoso, sconvolgere importanti funzioni ormonali, aumentare il rischio di alcune malattie come il cancro e portare ad irritazione di pelle, occhi e polmoni. Bisognerebbe perciò cercare di ridurre al minimo l’esposizione a queste sostanze almeno quando si mangia. Cosa si può fare per evitare di introdurre con la dieta un’elevata quantità di molecole tossiche? Si potrebbe cercare di comprare frutta e verdura biologica/biodinamica. Purtroppo non per tutti questi prodotti sono facilmente accessibili per ragioni economiche o di praticità. Sarebbe perciò estremamente saggio ed utile imparare a conoscere ed identificare le colture che contengono la maggior parte di pesticidi e cercare di evitarle o di comprarle in versione biologica. A questo scopo la guida dell’EWG ci fornisce un utile strumento. Da un lato possiamo basare l’alimentazione sui magnifici 15 che possono essere acquistati anche nella versione tradizionale e dall’altro cercare di evitare la sporca dozzina o comunque acquistare quei prodotti nella versione biologica. Naturalmente acquistando biologico/biodinamico non solo si limita il rischio di esposizione a molecole tossiche ma soprattutto si manda un messaggio molto più importante dimostrando interesse per la salute del suolo, la protezione della qualità dell’acqua, della flora e della fauna. Prosegui la lettura
