Snack salutari con buon senso!

Abbiamo già parlato di snack e di idee per gli spuntini (cfr. articolo ottobre 2013), ma vorrei riprendere l’argomento per evidenziare come sia sempre più difficile distinguere tra gli snack sani e quelli che sembrano sani, che dichiarano di esserlo, e poi invece non lo sono affatto. Sempre più spesso ci troviamo fuori casa quando è ora di consumare la nostra merenda ed allora ci affidiamo a snack confezionati che ci sembrano salutari per alcuni degli ingredienti contenuti, perché così appaiono o perché sono accompagnati da qualche slogan pubblicitario che a volte si traveste da principio di nutraceutica. Mi fa sorridere sentire come oggi siamo diventati tutti esperti o vittime in tal senso. Una domenica pomeriggio ho proposto ad un amico una cioccolata calda, ma poi gli ho detto che l’avrei fatta con il latte di avena perché era l’unico che avevo in casa e mi sono sentita rispondere: “Benissimo, fa bene al cuore per i betaglucani!”. L’altro giorno stavo facendo la spesa ed un anziano signore davanti allo scaffale delle spezie mi ha visto prendere la curcuma e mi ha detto “Eh sì la uso anch’io, perché, sa, è un potente antiossidante”. Anche se l’informazione è vera si tralascia spesso di segnalare la quantità minima necessaria per avere l’effetto desiderato nel corpo, spesso molto maggiore di quella contenuta nello snack o nella bevanda considerata a meno di mangiarne o berne 10 volte tanto. Inoltre molti principi attivi funzionano proprio in virtù del complesso in cui si trovano, ricco di altri componenti sinergici, o danno meno effetti collaterali se usati in equilibrio con altri componenti (per esempio la vitamina C in copresenza del Rame o la vitamina D se abbinata alla K2).

Vediamo gli snack sani più in voga al momento.

Barrette di cereali: sembrano una bella idea visto che sono fatte con cereali e frutta secca o essiccata, ma spesso è tutto il resto a non andare troppo bene perché di solito contengono gli stessi zuccheri o grassi di un dolcetto con l’unica differenza che probabilmente hanno più fibre. Molto meglio prepararsi il proprio mix di fiocchi di cereali e di frutta essiccata. Oppure mangiare della frutta fresca con un burro di frutta secca.

Barrette proteiche vegane: anche se non contengono prodotti animali e sono senza glutine questo non vuol dire necessariamente che siano un’ottima idea. Spesso queste barrette usano proteine derivate dalla soia o soia ristrutturata che sono tra le peggiori proteine che si possano usare (per approfondire vi consiglio l’articolo sulla soia, cfr. giugno 2014). Sono infatti estremamente lavorate, non così facilmente assorbibili da parte del corpo umano, ed inoltre possono alterare l’equilibrio ormonale. A volte possono contenere dolcificanti artificiali ed agenti di riempimento o leganti per tenere insieme i fiocchi di soia. Meglio usare della frutta secca o delle barrette crudiste (raw) con canapa, spirulina, semi di chia e frutta secca.

Frullati ed estratti/centrifughe già pronte: sembrano appena fatti e quindi un’ottima alternativa appena finita l’attività sportiva o in ufficio al posto del pranzo. In effetti lo sono nel momento in cui la miscela degli ingredienti è ben bilanciata e non contiene solo frutta e verdura molto dolce. Purtroppo sono prodotti pastorizzati e questo non li rende così vitali come sembrano perché vengono ammazzate molte vitamine e micronutrienti, ancora peggio se poi questi vengono reinseriti artificialmente. Meglio quindi una centrifuga/estratto/succo fatto al momento e bevuto molto lentamente, a piccoli sorsi, quasi “masticato” o direttamente della bella frutta fresca.

Verdure croccanti o “patatine” di verdure: non importa se fritte o cotte al forno, comunque non costituiscono un valido sostituto alla verdura e sono simili alle classiche pattatine in sacchetto. Sono tipicamente cotte usando oli vegetali raffinati ricchi di omega 6 che hanno un effetto pro-infiammatorio nel corpo. Sono molto ricche di sale e le versioni peggiori possono contenere verdure liofilizzate anziché verdure fresche. Se ci piace il gusto croccante meglio delle crudità di verdure in pinzimonio oppure

accompagnate da una salsa di avocado o di ceci. Bene le verdure essiccate crudiste, ottenute non superando i 40 gradi per cercare di conservarne intatti enzimi, vitamine e micronutrienti.

Biscotti senza glutine: il senza glutine non è garanzia di nulla! Anzi spesso è sinonimo di amidi, fecole, zuccheri, addensanti per cercare di ricreare il gusto e la consistenza del biscotto tradizionale (cfr. settembre 2014). Se volete optare per una versione senza glutine cercate prodotti con la lista più corta possibile di ingredienti e che contengano cereali e pseudo-cereali interi naturalmente privi di glutine come riso integrale, miglio, quinoa, amaranto e grano saraceno.

Gelati senza latte: possono non avere latte, ma essere molto più ricchi di zuccheri, conservanti, aromi, addensanti come la carragenina, gomma di guar e di xantano che secondo le ultime ricerche potrebbero dare problemi di salute. Inoltre il latte è quasi sempre sostituito da derivati della soia (cfr. articolo giugno 2014). Meglio optare per un gustoso sorbetto di frutta (solo acqua e frutta).

 

Naturalmente nelle categorie menzionate ci sono sicuramente dei prodotti di qualità, ma non in virtù del nome o di quello che c’è scritto davanti sulla confezione. Leggiamo sempre la lista degli ingredienti, l’unica che ci può dire veramente cosa stiamo consumando ed usiamo il nostro buon senso!

Ultima modifica ilLunedì, 06 Novembre 2017 10:32

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