Quella voglia di cioccolato

Nei mesi autunnali uno dei protagonisti d’eccellenza è il cioccolato. In ottobre e novembre vi sono numerose fiere e manifestazioni dedicate al cioccolato nelle diverse città di Italia. Dopo il caldo estivo ed il blocco della distribuzione ecco che il cioccolato nelle sue diverse forme torna sugli scaffali dei negozi e forse anche il bisogno di affrontare gli impegni del nuovo anno scolastico-lavorativo ce lo rende di nuovo così attraente. Ma per alcuni di noi, inclusa la sottoscritta, quest’attrazione non tramonta mai durante l’anno e ci si può definire dei veri e propri “cioccolisti”. Tuttavia ho notato che c’è una gran confusione sull’argomento “desiderio irrefrenabile di cioccolato” o “cioccolato dipendenza”. Quando tengo i corsi sulle voglie e mi sento rispondere che la voglia principale è di cioccolato, ho ormai imparato ad andare oltre e chiedere di che tipo di cioccolato non si possa fare a meno: spalmabile, biscotti, snack, gelati, budini, tartufi e cioccolatini, barrette, torte, o cereali? Questo è importante per capire che tipo di “cioccolista” si è, che equivale a scoprire la causa della dipendenza, ma anche per accorgersi che, in realtà, la voglia di cioccolato potrebbe essere solo il veicolo di qualcos’altro, come ad esempio la voglia di zucchero o di qualcosa di cremoso, come un latticino.

Alcuni di noi mangiano cioccolato per provare le emozioni positive che se ne traggono e che sono indotte dalla feniletilammina, sostanza chimica che il cervello secerne anche nelle fasi dell’innamoramento, ruolo simile a quello della serotonina. Così, per delusioni amorose o per senso di solitudine o per l’eroticità dell’alimento, ci si butta sul cioccolato in cerca di sentimentalismo ed amore.

Altri mangiano il cioccolato solo in certi momenti: nei mesi invernali per la piccola depressione legata alla stagione o perché esso si rende disponibile con le festività o, nel caso delle donne, prima del ciclo mestruale per motivi ormonali. Il Magnesio in esso contenuto può essere cercato, anche inconsapevolmente, per risolvere situazioni di carenza di questo minerale, oggi molto diffuse.

C’è chi invece divora tutto ciò che è al cioccolato, soprattutto biscotti, gelati, torte, cioccolatini, senza accorgersi che in realtà quello che cerca davvero sono gli altri ingredienti in esso contenuti: zucchero, panna, nocciole.

E poi ci sono i cioccolisti estremi, innamorati di gusto, odore, tatto e che provano beatitudine perfetta quando lo mangiano. In questa categoria possiamo far rientrare anche gli amanti del cioccolato crudista (cioccolato prodotto senza la tostatura delle fave del cacao e i successivi processi di riscaldamento per l’estrazione del burro di cacao).

Per altri ancora il cioccolato è un sostituto di tè e caffè e delle sostanze eccitanti in esso contenute: teobromina e caffeina.

Andare a fondo della propria voglia di cioccolato può anche essere un mezzo per conoscere meglio i bisogni di corpo mente e spirito.

Se tendiamo a cercare il cioccolato in alimenti croccanti, come biscotti secchi con gocce di cioccolato o bastoncini biscotto rivestiti di cioccolato, è molto probabile che stiamo provando sentimenti di tensione e di collera soprattutto per quanto concerne le nostre relazioni affettive ed il nostro stile di vita. Sicuramente emerge un forte bisogno di svagarsi.

Se invece prediligiamo il cioccolato veicolato in consistenze morbide, come gelato, creme, cioccolatini, i sentimenti principalmente coinvolti sono più di tensione e paura rispetto alla relazione sentimentale in cui si è coinvolti o che si desidererebbe: un intenso desiderio d’amore, di conforto e di affetto anche da parte di noi stessi. Se i tartufi sono il puro desiderio di sciogliersi in amore, felicità fiabesca, il gelato al cioccolato è più una frustrazione per la propria vita sentimentale accompagnata da una sorta di depressione.

Chi ricerca solo il meglio del cioccolato, spesso fondente, puro, crudo, di solito trae dall’esperienza stessa del mangiarlo euforia ed eccitazione per la vita.

Se vogliamo guarire dagli eccessi oppure semplicemente riuscire a limitare quello che ci sembra l’alimento più pericoloso per riuscire a portare a termine la dieta che da tanto tempo andiamo seguendo, impariamo a riconoscere i messaggi subliminali che il nostro tipo di cioccolato preferito o il nostro modo di consumarlo ci sta mandando. In questo modo possiamo cercare non dei surrogati, ma delle attività che hanno la stessa valenza a livello interiore ed emozionale. Infatti quando sento alcune clienti che mi dicono che siccome sono a dieta non mangiano più il loro cioccolato preferito, tavoletta al latte o cioccolatini burrosi (effetto rassicurante del latticino da sempre legato alla figura materna), ma solo quello fondente e fanno anche una faccia un po’ schifata, capisco che non ci siamo proprio. Finirà che prima o poi daranno fondo ad un vasetto di crema spalmabile al cioccolato. Se però si toglie il cioccolato cremoso, ma si inserisce un bagno caldo con una candela che si scioglie in acqua, o una crema da corpo al cioccolato, o un massaggio, quel senso di amore per noi stessi ci aiuterà a colmare quel vuoto. Se invece ci si lamenta che senza lo stimolo eccitante del cioccolato non c’è modo di andare avanti con la giornata, spesso il senso di spossatezza è causato da attività snervanti e prive di significato, da esaurimento emotivo ed insoddisfazione lavorativa. In questo caso la ricerca di attività più creative ed ispiratrici sarà l’unica via percorribile per uscire dalla cioccolato-dipendenza.

Naturalmente una volta fatto pace con la propria voglia di cioccolato e capito cosa significa, vale la pena aumentare la qualità dei prodotti in cui lo consumiamo evitando surrogati, latticini in polvere, zuccheri in eccesso (se sono il primo ingrediente in elenco non è cioccolato che stiamo mangiando, ma zucchero), emulsionanti. Consumiamolo possibilmente equo solidale e magari il più vicino possibile al suo stato naturale come è rimasto da secoli il cioccolato modicano. Sperimentiamolo anche crudo. Proviamo le cialde di massa di cacao puro. Le possibilità sono davvero infinite ed è molto più difficile entrare nella dipendenza se lo si consuma in queste forme più sane.

 

Ultima modifica ilLunedì, 06 Novembre 2017 10:42

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