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Desideri per l'anno nuovo: longevità, salute e bellezza

Desideri per l’anno nuovo: longevità, salute e bellezza

A volte ritornano. Mi sono persa il motivo per cui ultimamente è tornato in voga sul web ed in alcuni giornali il foto-confronto tra la guru del salutismo inglese Gilliam McKeith, vegana, e Nigella Lawson chef della tv britannica. Il confronto era circolato per la prima volta dopo un articolo apparso sul Sun nel 2010. Stessa età, ma aspetto completamente diverso, quasi impietoso, a favore della più libertaria e carnivora. Ipotizzo che il motivo di questa riesumazione possa essere legato al fatto che l’alimentazione vegana stia conquistando l’Italia o che qualcuno cominci a preoccuparsi per la messa al bando di menu e cenoni natalizi tradizionali. Non entro nel merito del foto-confronto, degli eventuali fotoritocchi, dei problemi di salute congeniti a scapito della bellezza di una, dei probabili ritocchi estetici dell’altra, perché sinceramente non mi interessa. In questi anni ho visto di tutto dal punto di vista fisico: salutisti dalla faccia color cartone, a volte dall’aspetto teso di una persona gravemente malata sottoposta a forti cure farmacologiche, salutisti dediti allo sport morire di infarto a 40 anni e viceversa persone arrivare a più di cent’anni in ottima salute pur mangiando di tutto. E naturalmente, direi in maniera statisticamente più rilevante, anche il viceversa.

Ma è mai possibile che l’unico motivo per convincerci a cambiare alimentazione e stile di vita debba essere la paura delle terribili conseguenze cui possiamo andare incontro e che dall’altra parte ci si ostini a sostenere che comunque di qualcosa bisogna morire e quindi è meglio godersi la vita? Sembrano due posizioni opposte, tuttavia sono accomunate dalla stessa rigidità e superficialità. Il compito di chi si occupa di insegnare degli stili di vita più sani ed ecologici non dovrebbe essere quello di persuadere ma di far comprendere, e c’è un abisso tra questi due termini. Chi viene persuaso è ancora schiavo del proprio intelletto e oscilla, preda delle parole, da una teoria nutrizionale all’altra, con la paura di sbagliare e quindi di ammalarsi. Chi comprende invece è colui che sa da dentro, si è tuffato nelle proprie convinzioni, sa come gestirsi e gestire al meglio le informazioni che riceve, per il suo bene e quello di tutte le parti. Quando il cuore è pronto trova da sé il cambiamento e può attenervisi senza che gli pesi, anzi con gioia e godimento. Queste persone si nutrono in modo sano e consapevole perché facendolo si sentono davvero meglio, con più energia, senza paure, ma anche senza aspettative di longevità e bellezza fisica. Le persone che hanno compreso possono anche permettersi di esagerare con il cibo senza avvertire gli stessi sintomi di acidità di stomaco, di pesantezza, di mal di testa che avvertirebbero seguendo la dieta tradizionale a base di prodotti di scarsa qualità con additivi vari o dalle pazze combinazioni. In questa comprensione più profonda il seguire una dieta sana non è assolutamente visto come una vita di privazioni, ma è la scelta più spontanea che ci possa essere dato che si toccano con mano i benefici immediati e non solo quelli a lungo termine. Lavorare senza bisogno di stimolanti nervosi, dormire bene, avere energia per fare ciò che piace, non dover assumere farmaci per digerire, per la pressione alta o per altri disturbi apporta vitalità e benessere. Se si segue una dieta salutare, vivendo nella privazione significa che non si è ancora sentito realmente nel proprio corpo, ma solo nella mente, i benefici reali che, oltretutto, non si concretizzano solamente nel benessere del corpo fisico, ma anche in quello del Pianeta.

Coloro che sostengono di non voler rinunciare a nulla perché ci sono esempi di persone longeve che mangiano di tutto, che i magri sono pieni di rughe e sono più tristi, che tanto di qualcosa bisogna morire, non si rendono conto che ci sono sicuramente persone longeve in ottima salute, nonostante una dieta pessima, ma che sono delle eccezioni legate, secondo i medici, al loro assetto genetico e, secondo me, anche alla loro passione per la vita, all’entusiasmo per dove vivono o per chi li circonda. Oltretutto mi sembra un controsenso affermare queste cose visto che viviamo in un mondo ipocondriaco sempre attento ad ogni sintomo, a cercarne il significato in internet, disposto a smorzarlo con un farmaco al primo apparire e a fare analisi inutili. Davvero insolito esorcizzare la paura terribile della malattia affermando che è meglio vivere più felici gozzovigliando.

La realtà è che il mangiare ha a che fare soprattutto con l’aspetto sociale e con la cultura cristallizzata di ciò che è considerato normale o alternativo. Così in un ristorante tradizionale godimento è mangiare 5 portate super condite annaffiate con tanto alcol, tristezza è l’insalatina lavata e stirata servita ai salutisti che non

trovano nient’altro di decente da consumare. Viceversa in un ristorante alternativo il godimento è dato dal mangiare 7 portate naturali, accattivanti, sane accompagnate, volendo da una moderata assunzione di alcol, sentendosi gli eletti perché si sta seguendo l’unica dieta che ci assicurerà longevità, salute e bellezza.

Longevità, Salute e Bellezza sono frutto di un’equazione molto complessa. Il giusto respiro, la sana alimentazione, il corretto stile di vita migliorano sicuramente il nostro abito materiale, ma migliorano ancor più il nostro essere invisibile, la nostra anima che recupera il suo antico splendore. Il cambiamento del corpo fisico è l’ultimo atto che si compie in ordine temporale. Se lo spirito viaggia su una navicella spaziale, il corpo fisico viaggia su un calesse; ecco perché è importante dargli tutto il tempo di cui ha bisogno per apportare i suoi cambiamenti. Chi è nella dieta salutare mentale potrebbe scoraggiarsi e cambiare rotta non osservando miglioramenti tangibili e sentendo esclusivamente il senso di privazione. Chi è nell’ascolto si sente meglio, al di là dello specchio, ed è felice di seguire uno stile di vita più vicino a quello che seguono tutte le persone che sono rimaste a contatto con la Natura.

Godiamoci le nostre cene natalizie nell’ottica della gioia di questi giorni di festa all’insegna dell’abbondanza, per quanto piccola possa essere, ed osserviamo le nostre scelte alimentari da un nuovo punto di vista, quello di chi ha compreso che cosa è meglio per sé e per il pianeta. Se ci si vuole bene non si può infatti scegliere di farsi del male ingurgitando a dismisura cose a forma di cibo solo perché lo fanno tutti. Se ci si vuole bene non si può nemmeno scegliere di isolarsi nella perfezione di un cibo vuoto, privato del calore della famiglia e degli amici. Insegniamo ai nostri cari quali sono i cibi che nutrono e riportiamo in tavola i cibi di una volta, poveri, semplici, veri e soprattutto fatti con il cuore.

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