Articoli filtrati per data: Aprile 2015

Aprile dolce dormire

Quando mi soffermo a leggere certe notizie scientifiche o la prefazione di alcuni libri, soprattutto americani, mi viene spesso da sorridere pensando: “Occorreva proprio uno studio o addirittura un libro intero per ricordarci ciò che il buon senso o l’istinto dovrebbe già sapere?” Così la settimana scorsa quando mi è capitato per le mani il libro di Sara C. Mednick, ricercatrice al Salk Institute, un’autorità per quanto riguarda lo studio del sonno e dei sonnellini, dal titolo “Take a Nap! Change Your Life” che possiamo tradurre in “Schiaccia un pisolino, Cambia la tua Vita”, nonostante una certa reticenza iniziale ad investire del tempo in un argomento che mi sembrava ovvio, mi sono lasciata incuriosire dalle idee proposte.

L’autrice esordisce spiegando come sia scritta nel nostro DNA l’esigenza di schiacciare dei pisolini, una caratteristica condivisa da tutto il regno animale. Siamo animali multifasici che non soddisfano il bisogno di riposo in un’unica trance. Nell’antichità il riposino era una componente necessaria dell’esistenza umana quanto quella di dormire la notte, infatti la parola “siesta” deriva dal latino hora sexta- “sesta ora” (a partire dal mattino, quindi mezzogiorno), un tempo che doveva essere dedicato al riposo, proprio come le altre ore erano dedicate alla preghiera, ai pasti o ad altre attività specifiche. La pratica dei sonnellini quindi era comune in tutta Europa prima dell’avvento della rivoluzione industriale, momento in cui abbiamo cominciato a vivere secondo il passo delle esigenze lavorative invece che del nostro ritmo naturale. La stessa cosa è successa con gli orari dei pasti.

Nel 1879 Thomas Edison ed i suoi collaboratori resero la lampadina elettrica commercializzabile ed alla portata di tutti e da quel momento in poi i nostri ritmi sonno-veglia-pasti sono cambiati definitivamente. Se i nostri antenati dormivano una media di 10 ore, dopo l’avvento della luce artificiale il tempo dedicato al riposo notturno è diminuito del 20% assestandosi sulle 8 ore nel XX secolo, ed attualmente è di 6,7 ore negli Stati Uniti. Così come il cibo moderno è cambiato più velocemente del nostro DNA e della nostra capacità di adattarci ad esso, anche i ritmi sonno-veglia, assestati in anni di evoluzione, sono cambiati drasticamente nell’ultimo secolo. Questo sembra aver portato a notevoli problemi di stanchezza cronica. L’autrice riferendosi al deficit di sonno parla di killer silente e lo associa a diversi disturbi di salute, ma anche a rischi di errori lavorativi ed a problemi alla guida. Ognuno di noi necessita di tempi di sonno notturno e di riposo diversi per sentirsi bene ed è importante che facciamo delle prove per capire le nostre necessità invece di continuare ad assumere eccitanti nervosi per tenere alta l’attenzione e la performance, inficiando così la qualità del riposo notturno e lo stato di salute. Prosegui la lettura

Pentole in sicurezza

Qualcuno mi ha chiesto cosa può regalarmi per il compleanno ed ho candidamente risposto che avrei bisogno di rifare il mio set di pentole. “No, forse non hai capito, ho chiesto cosa ti serve per il compleanno” mi viene risposto. Rido. Pentole e padelle non sono il mio pane quotidiano, ma mi piace cucinare e quando lo faccio mi diverto a viaggiare con i materiali, ricordandomi di come certi cibi venivano cotti su specifici materiali, non a caso. Ricordo mio nonno, da valtellinese doc, usare la pietra ollare per gli stufati o come piastra e il paiolo di rame per la polenta.

Comprare delle pentole e delle padelle di qualità è un ottimo investimento per la salute e resto molto male quando vedo preparare del cibo biologico, naturale, sano in delle padelle antiaderenti usurate e graffiate. Mi sorge spontanea la domanda: “Perché preoccuparsi di avere i migliori ingredienti biologici se all’ultimo momento ne comprometto la qualità scegliendo di prepararli nella pentola o nella padella sbagliata?”

In un libro di cucina pubblicato negli anni 70 (“Foods of the World”) sotto la frase di non usare l’alluminio e la ghisa non smaltata perché scoloriscono alcuni cibi come il tuorlo d’uovo, il vino, l’aceto o il limone c’era già implicita l’affermazione che i cibi acidi reagiscono con l’alluminio. Che nelle pentole di alluminio avvengano reazioni tossiche è una conoscenza ormai abbastanza diffusa ed i sali che si formano sembrano connessi non solo a disturbi intestinali, cattivo assorbimento del cibo ma anche a serie patologie come l’Alzheimer. Fate la prova e provate a cucinare in esse qualcosa contenente pomodoro, sarà facile avvertire lo strano gusto metallico della pietanza. Le pentole di alluminio vengono spesso usate per l’elevata conducibilità termica ma in esse il cibo, oltre a quanto visto sopra, può attaccarsi facilmente, inoltre non sono nemmeno adatte al lavaggio in lavastoviglie.

Un altro materiale sempre più discusso è il Teflon, la cui base chimica è il politetrafluoroetilene (Ptfe), usato per il rivestimento di molte padelle antiaderenti. Quando viene scaldato sopra i 360°C rilascia gas e particelle tossiche che sono associate alla morte di numerosi uccellini da compagnia (pappagalli e canarini) e ad uno sconosciuto numero di malattie umane. Le ditte si difendono dicendo che queste temperature non vengono raggiunge con il normale utilizzo. In realtà gli ultimi test dell’EWG (Enwironmental Working Group) dimostrano che queste temperature sono normalmente raggiunte e superate nella fase di preriscaldamento della padella su fuoco alto dopo 2-5 minuti. Respirando i fumi si possono avvertire dei sintomi simili a quelli dell’influenza. Lunghezza e capacità polmonare rendono gli uccelli molto sensibili a questi fumi ed alle tossine ambientali in genere. Prosegui la lettura

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