Miti e realtà dell’alimentazione umana di Armando D’Elia


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La mole di informazioni nutrizionali a cui siamo sottoposti tutti i giorni rischia di farci perdere l’antica conoscenza, tipica del regno animale, di sapere istintivamente che cosa mangiare e quindi come adattarci alle circostanze ambientali e fisiche semplicemente mutando la nostra dieta. Continuano a comparire nuove diete e nuovi prodotti, spesso accompagnati da relativi studi scientifici e questo crea ancora più confusione perché magari sono studi diametralmente opposti a quelli che avevamo già letto da qualche altra parte. E’ il bello della visione riduzionista che dimentica di guardare al disegno globale!

Il professor D’Elia (1912-1999) si è interessato per decenni di alimentazione umana studiando in particolare il rapporto tra alimentazione e salute in una visione biocentrica che va a cozzare contro gli interessi politici ed economici che dettano legge nel campo della nutrizione, dell’agricoltura e della zootecnia classica, ed in particolare quando si valuta il reale fabbisogno proteico dell’uomo e come questo venga sempre e solo associato alle proteine animali. Ancora mi stupisco quando incontro persone che, pur non avendo mai avuto modo di approfondire l’argomento nutrizione, sono così fermamente convinte, come se glielo avessero insegnato a scuola, che anche adesso che fa caldo non si possa mangiare solo frutta, verdura e cereali perché “occorre un po’ di sostanza” (per usare le loro parole). Ma da dove origina questa convinzione?

“Miti e realtà dell’alimentazione umana” è un libro per tutti i curiosi che desiderano scoprire da dove vengono certe credenze del tipo “mangiate pesce perché contiene fosforo che fa bene a chi studia” oppure “abbinate sempre legumi e cereali per associare proteine complementari ed avere un pasto completo”, ma anche per chi desidera capire quale tipologia di dieta è più sostenibile a livello ambientale ed ancora può essere un buon punto di partenza per aiutarsi a superare o a convivere con alcune malattie o disturbi comprendendone meglio l’origine o la concausa alimentare.

Estremamente interessante l’appendice di Giuseppe Cocca “The China Study, 20 anni dopo d’Elia” che mette insieme il lavoro di D’Elia e di Campbell e ci ricorda che in ogni caso quando si parla di alimentazione umana bisognerebbe sempre considerare gli infiniti aspetti che ne fanno parte. Quando ho modo di tenere un incontro, indipendentemente dal tema, mi piace sempre ricordare che siamo un sistema complesso che dipende da moltissime variabili ma non siamo nemmeno la semplice somma di queste variabili; c’è qualcosa di più, una parte immateriale che sfugge e proprio per questo crea un certo fastidio a tutti coloro che vorrebbero ridurci a delle semplici macchine da aggiustare o perfezionare.

Ultima modifica ilSabato, 19 Luglio 2014 11:01

1 commento

  • Elena
    Elena Sabato, 19 Luglio 2014 11:13 Link al commento

    Leggeró questo libro! Forse ci saranno tante certezze in piú?

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