La sindrome del gemello scomparso di Alfred r.& Bettina Austermann

La sindrome del gemello scomparso

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Una delle sincronicità più importanti della mia vita è stata la lettura di questo libro, che mi è capitato letteralmente in mano proprio quando scoprii che molto probabilmente non ero stata sola nell’utero della mamma. Sarà perché ero in dolce attesa e mia madre mi raccontò che all’epoca della sua gravidanza, le avevano detto di sentire due battiti distinti e che molto probabilmente si trattava di una gravidanza gemellare. Verso l’ottavo mese le fecero una radiografia (brrr) e decretarono l’esistenza di un feto a termine e nessuno pensò più a quello che diventò un fantasmino d’inizio gravidanza. Questo libro mi ha veramente aperto un mondo ed è riuscito a fornirmi la chiave di lettura di molti aspetti della mia vita che non ero ancora riuscita a chiarire con le tecniche che avevo provato fino a quel momento. Sentivo di aver fatto molti passi avanti soprattutto per quanto riguardava le malattie psicosomatiche di cui soffrivo, ma allo stesso tempo mancava qualcosa…

Sebbene pochi ne siano a conoscenza è ormai assodato che 1 gravidanza su 10 inizia con più embrioni, anche se presenta un solo embrione a termine. La morte degli altri embrioni avviene di solito entro il primo trimestre di gravidanza. Se la morte avviene prima della quattordicesima settimana di gestazione l’embrione viene completamente assorbito dalla placenta o si integra nel corpo del co-gemello. Se è successiva si può vedere nella placenta espulsa una sorta di feto fossilizzato. Prima degli anni 80 e dell’avvento dei metodi ecografici un gemello scomparso veniva notato raramente. A livello fisico la madre non sente nulla e non si accorge di nulla.

I sintomi che possono riscontrarsi nei gemelli nati soli sono i seguenti (anche se soffrirne non vuol dire necessariamente aver perso un gemello). Sintomi fisici: problemi di udito, problemi di vista, malformazioni congenite della colonna vertebrale, cisti dermoidi e teratoma, tumori al cervello. Tra le ripercussioni psicosomatiche: vertigini, oppressione al petto e dolori di cuore, attacchi di panico, tremori e paura della morte, problemi cutanei, coliche. Tra le ripercussioni fisiche: sensi di colpa, senso di solitudine, depressione, “appiccicarsi” agli altri, debolezze, gelosia, affaticamento cronico, manie di “persecuzione”, “fame” di contatto fisico, colpi di sfortuna ed insuccessi professionali a ripetizione, difficoltà ad avere figli, desiderio di morte.

Riscoprire l’eventuale gemello scomparso permette di tornare a vivere pienamente, di riprendersi il proprio posto nel mondo e finalmente di risalire alla vera causa della solitudine, dei fallimenti o delle malattie che si vivono. Scoprire di aver avuto un gemello di per sé non guarisce: perché questo avvenga è essenziale sperimentare l’antico legame, rendersi conto delle sue conseguenze e riconoscere la terribile catastrofe accaduta.

Il libro mi è piaciuto molto perché si basa sull’esperienza terapeutica degli autori, su numerose testimonianze dirette, sulle nozioni scientifiche più recenti, sui rilevamenti ecografici che hanno finalmente potuto mostrare questo fenomeno in maniera inequivocabile e sulle scoperte della psicologia prenatale che ha evidenziato quanto sia terribile per un feto, persino allo stato embrionale, subire un lutto così precoce. Il libro aiuta a riconoscere se si soffre di questa sindrome e dà degli ottimi spunti per guarirla. Ho trovato anche molto interessante la chiave di lettura che, sulla base di queste scoperte, possiamo dare ai problemi di alcune star famose che molto probabilmente erano dei gemelli sopravvissuti.

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Il giusto respiro e I-denti-tà

Il giusto Respiro I-denti-tà

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Il giusto respiro di Andrea Di Chiara

Le ultime sincronicità mi hanno portato in maniera apparentemente non correlata a farmi capitare tra le mani il libro “Il Giusto Respiro” del dottor Andrea DI Chiara e a condurmi nello studio dentistico del dottor Luca Bastianello che si occupa di Medicina Olistica e Dentosofia. Sia il libro del dottor Andrea Di Chiara che quello del dottor Bastianello mi hanno fatto notare che i bambini hanno smesso di respirare dal naso ed hanno iniziato a respirare con la bocca. Questo è l’effetto più evidente e precoce del disadattamento psico-neuro-endocrino-immunitario nel bambino di oggi con conseguenti modifiche degli automatismi di respirazione e deglutizione. Questi cambiamenti sono spesso alla base di tutti quei disturbi che pensiamo siano naturali e quasi obbligatori per ogni bambino: le allergie, le adenoidi, le malocclusioni ed i denti storti, i raffreddori frequenti, il russamento, l'asma, i problemi muscolo-scheletrici, i disturbi dell’apprendimento, ecc. Disturbi che nell’adulto possono portare a patologie odontoiatriche, dermatologiche, cardiache e neurologiche. Nel libro “Il giusto respiro” troverete utili informazioni su come riconoscere un respiratore orale, sulle cause che portano il bambino a diventarlo e su cosa potete fare a casa per prevenire o fare terapia. Leggendo il libro ho finalmente capito dove ha avuto origine la mia malocclusione, le continue otiti durante l’infanzia, l’intervento alle adeonoidi da bambina, le ginocchia valghe ed i dolori alla schiena che nonostante le varie terapie non convenzionali e l’esercizio fisico mirato non accennavano a diminuire da adulta.

Quindi l’incontro con la dentosofia ed il dottor Bastianello, per nulla casuale, mi hanno confermato la possibilità di poter ritrovare un nuovo equilibrio dentoposturale. Come scrive il dottor Di Chiara “Se il dentista non espande il palato, ricreando il giusto volume e la giusta forma per la ripresa di una giusta funzione, tutto il buono fatto da logopedista, allergologo e otorino verranno a perdersi entro un anno, e questo a causa del rapporto indissolubile tra la forma (aiutata dal dentista) e la funzione (aiutata da logopedista, otorino, allergologo, pediatra).” La dentosofia, con il suo approccio umanistico all’arte dentistica, ci aiuta a riportare l’equilibrio tra la bocca, l’essere umano ed il mondo esterno. Attraverso l’uso di apparecchi funzionali, ci si riferisce ad apparecchi mobili, si ripristina l’equilibrio della dentatura, dell’occlusione e della postura rieducando deglutizione, masticazione, fonazione e respirazione orale. Mi è piaciuto soprattutto l’idea che, essendo uno strumento mobile associato all’esercizio attivo di ascolto di sé, questo approccio riporta l’individuo alle sue abilità di creatore, di artefice del proprio benessere. Come scrive il dottor Bastianello “Anche il cervello rallenta per ascoltare, ricevere ed apprendere, lasciandosi modificare dall’esperienza attuata da noi…possiamo modificare il nostro strumento corticale per nuove funzioni, diventiamo creature capaci di essere spiritualmente creativi”. Ho trovato estremamente utile la mappa inclusa nel libro con le correlazioni fra denti, odontoni ed organi. E’ proprio vero che i denti ci parlano e poter leggere il significato emozionale o psicoaffettivo della conformazione della bocca e di ogni singolo dente è come aggiungere un nuovo tassello al puzzle infinito della propria crescita personale.

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Bambino che hai, svezzamento che trovi…

Svezzamento secondo natura di Michela Trevisan Acquista su Macrolibrarsi

Svezzamento Secondo Natura di Michela Trevisan

Ultimamente ho letto almeno una ventina di libri sull’argomento sia perché ho cominciato anch’io lo svezzamento della piccola sia perché è la mia modalità di approcciare qualsiasi cosa. In dettaglio le fasi d’approccio di un nuovo argomento sono: 1) lettura trasversale, 2) panico per non sapere più a chi dare retta avendo “trasversato” troppo, 3) la pace e la calma data dal riconnettermi con il mio essere, 4) costruzione del mio puzzle personale usando le informazioni lette.

Mi sono piaciuti in particolare questi due libri che andrebbero però combinati per avere il quadro d’insieme sullo svezzamento. Il libro di Michela Trevisan “Svezzamento secondo natura” è il manuale perfetto dello svezzamento naturale, scandito da tappe equilibrate a misura di bambino, non di pediatria classica o di aziende produttrici di omogeneizzati, come spesso succede nei libri in commercio. L’altro libro, “Un mondo di pappe” di Sara Honegger, è un viaggio di scoperta attorno al mondo, da leggere per ricordarsi che in realtà lo svezzamento per come lo intendiamo di solito non esiste. Infatti dopo i primi assaggi semplici il bambino dovrebbe iniziare ad assaggiare il cibo familiare: una pallina di riso, etc. Il problema svezzamento quindi è legato a che cosa mangia il resto della famiglia piuttosto che a che cosa dobbiamo dare al bambino. Non lasciatevi ingannare dal titolo perché questo libro non tratta di pappe ma di sapere femminile. Mi commuovo ogni volta che mi viene ricordato quanto sia importante l’intuito ed il sentire in ogni ambito della vita.

Con il libro di Michela ho cresciuto una figlia che ha sempre amato mangiare le “pappe”, stare a tavola come una matrona d’altri tempi desiderosa di nutrirsi. Con quello di Sara ho accolto ed ascoltato il modo completamente diverso della secondogenita di approcciarsi al cibo; un modo fatto di tantissimo movimento (stare sedute a tavola in queste condizioni è già una conquista!) ma soprattutto di sperimentazione fine a se stessa di consistenze, colori, sapori dove il nutrirsi passa in secondo piano. Lo consiglio a tutte le mamme che si sentono in difficoltà con lo svezzamento ma anche a tutte le donne in gravidanza poiché c’è anche un capitolo molto interessante sul cibo intorno alla nascita. Alimentazione in gravidanza e svezzamento sono in fondo un continuo di rieducazione alimentare per sé e per tutta la famiglia.

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Le donne il cibo eD io di Geneen Roth

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Avevo già letto alcuni libri di Geneen ed ascoltato alcune sue meditazioni guidate al mangiare consapevole prima di vederla salire sul palco del Beacon Theather di NY e francamente non mi aspettavo una donna così minuta e dinamica allo stesso tempo. Ha esordito raccontandoci subito una storia. C’è una famiglia di nomadi nel deserto che cammina e cammina, ad un certo punto il piccolo chiede al papà: “quando arriviamo?” ed il papà risponde:”non arriviamo mai piccolo, noi siamo nomadi!” Questo racconto per ricordarci che il cibo o il nostro modo di alimentarci, è un viaggio senza fine proprio perché dobbiamo essere disposti a voler guardare ciò che proiettiamo nel cibo stesso, che cambia continuamente. Geneen attraverso i suoi libri ci accompagna in questo viaggio e descrivendo, sempre ironicamente, la sua esperienza diretta di ex bulimica, anoressica e mangiatrice compulsiva ci aiuta a decodificare il codice del mangiare emotivo. Ci propone delle chiare e semplici linee guida (non rigide regole) per farla finita con le diete e per far pace con il cibo.
In particolare in quest’ultimo libro Geneen ci fa capire ancor più come il cibo sia legato non solo alle emozioni, alle credenze che abbiamo sul mondo, sui soldi, sulle relazioni ma anche alla nostra spiritualità proprio perché il cibo può diventare quella porta magica che ci conduce al nostro mondo interiore. Secondo l’autrice prima dobbiamo imparare ad ascoltarci, ad ascoltare il nostro corpo fisico senza scappare, in fondo è l’unico luogo dove si può provare fame e sazietà per cui se non lo si prende in considerazione non si potrà mai mettere fine al mangiare compulsivo. Geneen ci ricorda inoltre di non sottovalutare mai la nostra inclinazione a svignarcela, a raccontarci delle storie pur di non entrare in contatto con il vero problema e quindi a considerare che “non è questione di peso, però chiaramente il peso centra”.
L’esperienza personale diretta dell’autrice con il disordine alimentare e le numerose storie vere che Geneen incontra nei suoi seminari e corsi intensivi rendono il libro estremamente efficace ed il messaggio ancora più diretto.

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Placenta e parto integrale

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Robin Lim “Il Chakra dimenticato-Il libro della Placenta”
Shivam Rachana “Lotus Birth: il Parto Integrale”
Cornelia Enning “Rimedi Placentari per l'Autocura”


Terapeuti di rebirthing e di pratiche del respiro riportano molti casi di persone che ricordano quando è stato tagliato loro il cordone ombelicale e che hanno avuto dei traumi legati alla Placenta (sensazioni di perdita, nostalgia per un gemello perduto o di casa, senso di amputazione, paura all’altezza della pancia, compulsione all’accumulo, attaccamento morboso ad un oggetto come un pupazzo o una copertina, bisogno di dormire avvinghiando il cuscino, ecc.).

La mia prima gravidanza è stata un meraviglioso processo di guarigione da quel trauma che non sapevo di aver avuto. Leggendo il libro di Shivam durante il terzo mese d’attesa mi ero convinta di voler offrire a mia figlia un parto lotus (termine coniato nel 1979; è un metodo di parto, una pratica antica che consiste nel non recidere il cordone ombelicale e nel lasciare il bambino collegato alla placenta dopo il secondamento) ma con il passare dei mesi mi sono accorta che la prima ad aver bisogno di recuperare la propria placenta ero proprio io! Lo stesso libro riporta molto dettagliatamente le valenze simboliche e psicologiche legate alla placenta. Un pomeriggio quasi per caso ho fatto un collage e mi sono accorta alla fine che altro non era che il mio modo di portare a casa ed onorare la mia placenta. Sul foglio avevo messo al centro una foto di me da piccolina mentre facevo il bagnetto da cui si dipartivano tanti nastri colorati che si collegavano ad alcune immagini scelte “a caso”: la luna piena, una focaccia-torta (in molte lingue la placenta si traduce con la parola torta-focaccia della mamma), una galassia, un albero con tutti i rami ben in evidenza, un cuscino rosso ed infine un’altra immagine di me in bianco e nero. Così al momento del parto quando il cordone era così sottile e si è spezzato da solo poco prima del secondamento mi è sembrato un segno “Mamma io ho già incorporato la mia placenta e mi sento connessa al tutto, quello che volevi era per te non per me!”. Così mi sono fatta consegnare la placenta (è un proprio diritto la madre può infatti richiedere il proprio organo placentare, se sano, con la consapevolezza di poterlo usare per scopi esclusivamente autoterapici e di doverla gestire con le modalità indicate dalla legge) e l’ho seppellita sotto terra piantando un nocciolo. Nel libro di Robin Lim troverete un’ampia descrizione di racconti e tradizioni globali sulla placenta, per esempio come molte popolazioni onorano, seppelliscono o usano la placenta. Con la secondogenita sembrava impossibile per motivi medici avere un parto naturale e fare un lotus ed invece a sorpresa la piccola è nata in casa ed abbiamo potuto tenerla attaccata alla placenta senza recidere il cordone. Questa volta ho essiccato la placenta seguendo le indicazioni del libro della Enning per poterla usare per scopi auto terapici. La piccola era così centrata, calma e rosea che sembrava passata dal grembo all’ambiente esterno senza nemmeno essersene accorta.

Naturalmente tutti questi libri forniscono importanti spiegazioni scientifiche, citando numerosi studi, a sostegno del taglio ritardato del cordone e dei benefici che questo può avere sulla salute della mamma e del bambino (soprattutto per i prematuri o bambini con problemi), per chi fosse interessato vengono inoltre riportati degli argomenti diversi rispetto a quelli della scienza medica tradizionale sulla banca del cordone ombelicale.

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Se segui la luna tutto è permesso (al momento giusto) di Johanna Paungger-Thomas Poppe

Se segui la luna tutto è permesso (al momento giusto) di Johanna Paungger-Thomas Poppe Acquista su Macrolibrarsi

Durante il mio lavoro insisto molto sull’importanza di rapportarsi diversamente al cibo e di far diventare l’atto della nutrizione un qualcosa di esperienziale più che un processo cerebrale basato unicamente sulla raccolta di nozionismi scientifici e non. Siamo chiamati a recuperare quell’istinto tipico di tutto il regno animale che fa sentire di quali sostanze abbiamo veramente bisogno e quando. Cerco di risvegliare quell’intuito sopito attraverso l’ascolto, l’assecondamento ed il ri-orientamento dell’istinto alimentare stesso, se quello che viene usato non è funzionale al benessere della persona. Tuttavia non avevo mai inserito tra le variabili che possono concretamente influenzare i diversi bisogni alimentari (tipo di lavoro svolto, la costituzione della persona, la stagione dell’anno, lo stato di salute, le intolleranze emotive e non, ecc.) anche il ciclo lunare. Per me è sempre stata una cosa che in astratto sapevo essere molto importante, ma che non hai mai fatto veramente mia o applicato concretamente. Da un anno a questa parte, attraverso i meravigliosi percorsi della vita, mi sono accorta di come quest’aspetto fosse ancor più importante in particolare per donne, come me, che possono avere la luna con degli aspetti un po’ pesanti (negativi se vogliamo) nel piano natale o che da anni combattono nel trovare un equilibrio tra il proprio femminile e maschile, tra ciò che le intossica e ciò che dà loro beneficio. Quasi per gioco ho comprato l’agenda della luna (in pratica un lunario, un calendario che mostra le fasi della luna e la posizione della luna nello zodiaco) ed ho cominciato ad osservare come questa influenzasse la mia capacità di tollerare certi cibi o di sentirmi più o meno gonfia. Il principio del libro di Johanna e Thomas è proprio quello che da anni cerco anch’io di diffondere, anche se in modo diverso: “Nel momento giusto tutto è permesso”. Non esiste una rigida regola universalmente valida che si può applicare sempre e a tutti capace di dirci cosa dobbiamo mangiare, cosa ci fa bene e cosa no (le famose liste di cibi sì e cibi no).


Ma il libro è molto di più, vi riporta a quell’antica saggezza circa l’influsso dei ritmi naturali e lunari, alla quale abbiamo rinunciato da tempo. Non si tratta di conoscenze esoteriche ma di un sapere diffuso in tutto il mondo ed utilizzato da contadini, giardinieri, artigiani, falegnami, medici (lo stesso Ippocrate sceglieva seguendo la luna il momento perfetto per operare). Tutti vivevano secondo la luna, proprio come il mondo moderno vive secondo la TV o i consigli dell’ultima rubrica online. Anticamente a nessuno sarebbe venuto in mente di non controllare lo stato della luna prima di mietere, guarire, costruire. Noi oggi possiamo fare di più e grazie a questo libro ed ai precedenti scritti dagli stessi autori, possiamo prenderci cura del nostro corpo rispettando non solo il nostro carattere ma anche i ritmi della luna e della natura. Gli autori si occupano anche di due categorie diverse di persone (nel libro o sul loro sito il test per capire a quale si appartiene) e dell’alimentazione che si adatta ad ognuna di queste. Seguono nei capitoli seguenti consigli alimentari ed erboristici.
Rispetto ai molti libri/informazioni in circolazione si avverte un vero sapere antico che non ha nulla a che fare con superstizioni o improvvisate deduzioni astrologiche. Gli autori infatti ci ricordano che la conoscenza della luna non reca nessun vantaggio se viene usata con rigidità assoluta, eccessiva precisione e fanatismo. Inoltre, una volta risvegliato l’intuito, possiamo accorgerci che siamo noi il vero lunario e possiamo integrare tutte queste informazioni inconsciamente e quindi vivere bene intuitivamente. Infatti qualsiasi strumento a nostra disposizione, dal calendario, al digiuno, ad una delle tante discipline per mente-corpo-spirito, non dovrà mai sostituire la nostra capacità di percezione e la nostra esperienza personale. Tuttavia tutti questi strumenti sono necessari come chiavi per ampliare le nostre percezioni e dall’esperienza che ne possiamo fare nascerà una forza che ci potrà essere utile in tutti i campi della nostra vita.
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Oltre 100 ricette per mangiare fuori casa di Linda Busato

Oltre 100 ricette per mangiare fuori casa di Linda Busato Acquista su Macrolibrarsi

Si potrebbe anche intitolare: “Oltre 100 ricette per intriganti spuntini sotto le feste”. Con tutti gli aperitivi, i dopocena, le cene a buffet che si organizzano sotto le feste per scambiarsi gli auguri è proprio l’ideale avere sotto mano un rapido ricettario di salutari spuntini: stuzzichini vari, torte salate, muffin salati, focacce, farce per tramezzini, salse crude e cotte, creme, varianti di pesto, ecc. Anche se invitati all’ultimo momento sarà facile preparare qualcosa in casa ed essendo spuntini vegetariani è anche più probabile che si abbiano a disposizione gli ingredienti necessari per prepararli, magari sostituendo quelli mancanti. L’effetto è garantito soprattutto perché con poche salse e del buon pane si può preparare un buffet ricco, insolito e colorato.

Ultimamente sempre più persone portano attenzione alla qualità del cibo o fanno scelte etiche alimentari o comunque scelte di esclusione di alcuni alimenti per motivi di intolleranze alimentari o per ragioni salutistiche. Ecco perché è importante che possano sedersi con voi in tutta serenità sapendo che non devono per forza rifiutare ciò che viene loro offerto o accettarlo per gentilezza, e che comunque c’è sicuramente almeno un piatto, uno spuntino che possono mangiare traendone godimento e leggerezza. Per tutti gli altri è accattivante vedere (trattasi di una nuova esperienza prima di tutto per gli occhi) ed assaggiare proposte diverse dai soliti volauvent, affettati ed insalate russe.

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Breviario di Resistenza Alimentare di Michael Pollan


Breviario di resistenza alimentare di Michael Pollan Acquista su Macrolibrarsi

Lo ammetto: ho un debole per i manualetti! Sarà perché sono brevi, non richiedono un grande sforzo di concentrazione, perché posso aprirli a caso e sapere che sto leggendo ciò che è più importante che io sappia in quel momento (una sorta di piccolo oracolo insomma), o ancora perché lasciano spazio all’interpretazione ed alla fantasia sul come attuare ciò che leggo. E poi si prestano benissimo per un regalo indirizzato anche a chi non ama leggere.

Il “Breviario di Resistenza alimentare” è un libricino divertente ed intelligente che descrive piccole regole di senso comune (64 perle di saggezza, una per pagina) per un mangiare sano, consapevole e felice. Il vero paradosso odierno è più ci preoccupiamo e ci interessiamo di nutrizione e dieta, peggio mangiamo. La premessa alla base del libro è molto semplice: finora le persone si erano basate sulla tradizione invece che sulle regole nutrizionali per guidare le loro abitudini alimentari. I pasti erano preparati senza fretta a partire da ingredienti freschi, di stagione, spesso locali, e ci si sedeva a mangiare insieme. Tutte abitudini molto lontane dal mondo di oggi dove spesso ci si nutre di “cose a forma di cibo” piuttosto che di cibo vero. Michael Pollan ci chiede quindi di tornare a mangiare solo ciò che “la nostra bisnonna potrebbe riconoscere come cibo” o ancora di “provare a godersi il pasto almeno per lo stesso tempo che è occorso per cucinarlo”. Non è quindi un libro che spiega importanti verità sulla politica del cibo o che lancia argomentazioni rilevanti. Per queste cose basta leggere i libri più esaustivi e completi di Michale Pollan: “Dilemma dell’Onnivoro” ed “In difesa del Cibo”. Si tratta piuttosto di un’introduzione alla sua filosofia resa fruibile per tutti.

Molte persone mi chiedono come diffondere le loro nuove abitudini alimentari o di stile di vita a familiari ed amici senza venir derisi o senza sembrare dei fanatici. Ecco qui un mezzo rapido, simpatico per farlo e per celebrare anche con chi amiamo una vita vissuta appieno in tutte le sue scelte, comprese quelle alimentari. Chiunque infatti può partire dall’affermazione più divertente o più facile rispetto a dove si trova in quel momento e provare ad attuarla. Se infatti per queste persone mangiar sano è quanto di più lontano possa esserci, le frasi sono così facili da memorizzare e divertenti che ogni singolo concetto legato all’alimentazione diventa veramente immediato da imparare ed implementare. Se invece i vostri amici sono già dei super esperti di nutrizione, forse si sono persi tra mille concetti, anche molto complessi, quali antiossidanti, polifenoli, probiotici, omega3, ecc. senza aver ancora compreso del tutto cosa è meglio mangiare. Inoltre spesso abbiamo amici che desiderano migliorare il proprio inglese ed allora perché no? “Food Rules” di Michael Pollan (su www.amazon.it c’è anche la versione illustrata con 19 nuove regolette) è adattissimo per questo, di facile lettura anche per chi l’inglese lo sta imparando. I messaggi sono ancora più efficaci e divertenti se convogliati nella loro lingua originale.

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La dieta paradossale di Giorgio Nardone


La dieta paradossale di Giorgio Nardone Acquista su Macrolibrarsi

Quando mi viene chiesto come sono riuscita a raggiungere un buon equilibrio con il cibo mi trovo in difficoltà perché fatico a risalire a tutti gli step che mi hanno portato da un rapporto disfunzionale con il cibo stesso a dove sono ora. Tuttavia, quando ho letto questo libro, ho ritrovato alcune delle cose che istintivamente ho applicato lungo la via per giungere alla libertà ed al piacer del mangiar sano restando in forma.

Un libricino per tutti coloro che si sentono a dieta da una vita, che hanno sperimentato l’efficacia di diete anche molto diverse tra loro e che alla fine sono giunti alla conclusione che nessuna funziona effettivamente perché nessuna può essere mantenuta nel tempo. Eppure la soluzione ci sarebbe ed è quella di rendere sano ed equilibrato il piacere di mangiare. Per farlo bisogna prima di tutto spogliarsi da preconcetti e credenze sulla relazione con il cibo che pur non funzionando vengono continuamente proposte sia per interessi commerciali che per rigide posizioni pseudoscientifiche. La dieta paradossale funziona proprio perché invece di forzare o reprimere le nostre naturali inclinazioni le incentiva e le riorienta. Il nostro corpo infatti è naturalmente portato all’equilibrio se opportunamente indirizzato. Anche le recidive o gli scivoloni lungo la dieta diventano allora momenti normali all’interno di un processo di cambiamento e non “cedimenti di volontà”.

Giorgio Nardone ci descrive da un lato tutte le dinamiche erronee che portano al fallimento di una dieta e dall’altro l’approccio della dieta paradossale e le prescrizioni da seguire per attuarla (non consiste infatti nella grande abbuffata come si potrebbe credere erroneamente da quanto scritto qui di seguito). Il motto che sta alla base di questa dieta è: “se te lo concedi puoi rinunciarvi, se non te lo concedi diventa irrinunciabile … nei fatti, mentre chi si astiene porta sempre con sé il desiderio di ciò da cui si è astenuto, chi si concede il piacere di ciò che desidera dopo un po’ non lo desidera più così tanto”. Ma l’autore si spinge oltre alla descrizione di come raggiungere un equilibrio tra il piacere di mangiare, la propria salute e la propria estetica occupandosi anche del mantenersi in forma con altrettanto equilibrio.

In poche pagine Nardone riesce ad innescare un vero e proprio cambiamento nella percezione che abbiamo degli alimenti. La sua vasta esperienza nel campo delle patologie alimentari diventa un valido aiuto anche per chi ha solo problemi di controllo e gestione del peso. Un’ulteriore dimostrazione che a volte sono le cose in apparenza più semplici a funzionare davvero.

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Miti e realtà dell’alimentazione umana di Armando D’Elia


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La mole di informazioni nutrizionali a cui siamo sottoposti tutti i giorni rischia di farci perdere l’antica conoscenza, tipica del regno animale, di sapere istintivamente che cosa mangiare e quindi come adattarci alle circostanze ambientali e fisiche semplicemente mutando la nostra dieta. Continuano a comparire nuove diete e nuovi prodotti, spesso accompagnati da relativi studi scientifici e questo crea ancora più confusione perché magari sono studi diametralmente opposti a quelli che avevamo già letto da qualche altra parte. E’ il bello della visione riduzionista che dimentica di guardare al disegno globale!

Il professor D’Elia (1912-1999) si è interessato per decenni di alimentazione umana studiando in particolare il rapporto tra alimentazione e salute in una visione biocentrica che va a cozzare contro gli interessi politici ed economici che dettano legge nel campo della nutrizione, dell’agricoltura e della zootecnia classica, ed in particolare quando si valuta il reale fabbisogno proteico dell’uomo e come questo venga sempre e solo associato alle proteine animali. Ancora mi stupisco quando incontro persone che, pur non avendo mai avuto modo di approfondire l’argomento nutrizione, sono così fermamente convinte, come se glielo avessero insegnato a scuola, che anche adesso che fa caldo non si possa mangiare solo frutta, verdura e cereali perché “occorre un po’ di sostanza” (per usare le loro parole). Ma da dove origina questa convinzione?

“Miti e realtà dell’alimentazione umana” è un libro per tutti i curiosi che desiderano scoprire da dove vengono certe credenze del tipo “mangiate pesce perché contiene fosforo che fa bene a chi studia” oppure “abbinate sempre legumi e cereali per associare proteine complementari ed avere un pasto completo”, ma anche per chi desidera capire quale tipologia di dieta è più sostenibile a livello ambientale ed ancora può essere un buon punto di partenza per aiutarsi a superare o a convivere con alcune malattie o disturbi comprendendone meglio l’origine o la concausa alimentare.

Estremamente interessante l’appendice di Giuseppe Cocca “The China Study, 20 anni dopo d’Elia” che mette insieme il lavoro di D’Elia e di Campbell e ci ricorda che in ogni caso quando si parla di alimentazione umana bisognerebbe sempre considerare gli infiniti aspetti che ne fanno parte. Quando ho modo di tenere un incontro, indipendentemente dal tema, mi piace sempre ricordare che siamo un sistema complesso che dipende da moltissime variabili ma non siamo nemmeno la semplice somma di queste variabili; c’è qualcosa di più, una parte immateriale che sfugge e proprio per questo crea un certo fastidio a tutti coloro che vorrebbero ridurci a delle semplici macchine da aggiustare o perfezionare.

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